Cultural
Entrepreneurship
Institute
Berlin

Il Cultural Entrepreneurship Institute Berlin si propone di promuovere un’interazione tra economia ed etica/umanesimo/cultura.

Il Cultural Entrepreneurship Institute Berlin promuove l’interazione fra filosofia/etica ed economia/business, creando nuove prospettive per tutti. Ispirati dall’ effetto Medici (vedi Rinascimento, Firenze e famiglia de’ Medici), si danno vita alle idee più brillanti proprio all’intersezione tra discipline e settori diversi, tra diversi concetti e culture.

Da dove è scaturita l’ispirazione per questo tipo di progetto?

All’interfaccia tra filosofia ed economia, la cultural entrepreneurship offre la struttura ideale per poter rielaborare stereotipi quali l’avido manager o il poeta indigente ed amalgamarli, per poi aggiungervi la dimensione femminile che troppo spesso manca.

In altre lingue il termine entrepreneurship definisce l’ imprenditoria che non intende in primo luogo massimizzare i profitti ma piuttosto risolvere problemi sociali; con il termine cultural entrepreneurship noi intendiamo quell’ imprenditoria non finalizzata esclusivamente a massimizzare i profitti e che si muove nell’ ambito culturale, sia fornendo a chi produce cultura – arte, musica, letteratura, IT, media, etc. – le competenze necessarie a poter vivere in modo dignitoso sia promuovendo il valore della cultura, un bene dell’ umanità che può anche generare profitti per la comunità.

Come filosofa ed economista sono fermamente convinta che la cultura (l’umanesimo) e l’etica debbano svolgere un ruolo ben più importante nell’economia, e che ciò rientri perfino nelle logiche commerciali.

Tuttavia mi sono resa conto che buona parte delle informazioni di cui dispongono gli esperti a proposito di etica ed economia è limitata all’ambito delle conferenze, rinchiusa di solito all’interno delle singole discipline. Per poter sensibilizzare (soprattutto) i giovani a questi aspetti, ed incoraggiare le persone ad assumersi la responsabilità anche per le future generazioni, è indispensabile che queste nozioni escano dai confini delle comunità scientifiche.

Personalmente considero l’etica come una risorsa inesauribile che può garantire un profitto durevole alla società e all’ambiente per le generazioni a venire. Ma affinché le idee possano essere realizzate in modo opportuno e sostenibile, bisogna far sì che studenti, tirocinanti e anche tutti i cittadini interessati riescano a saperne di più.

Oggigiorno, grazie alla tecnologia, siamo meglio collegati socialmente, e questo sta generando un nuovo tipo di interdipendenza collettiva. Il mio obiettivo è di avviare un movimento che possa divulgare il messaggio, perché c’è un forte bisogno di questa saggezza teorica.

Alcune delle attività del Cultural Entrepreneurship Institute Berlin

A tale scopo promuoviamo regolarmente conferenze interdisciplinari, intersettoriali ed internazionali alla Freie Universität di Berlino (Germania), all’ Università di Economia e Commercio di Göteborg (Svezia) e quest’ anno alla Ludwig-Maximilians-Universität di Monaco di Baviera, mettendo in contatto accademici illustri, imprenditori esemplari e donne e uomini impegnati, appartenenti a svariate discipline e settori diversi. L’obiettivo è quello di promuovere questa integrazione ed intersezione di persone, valori e competenze, e al di là di ciò mettere in moto un rinascimento globale in un mondo pacifico, libero e solidale, un mondo di prosperità ecologica, economica ed emotiva.

I video delle conferenze nonché delle interviste a personalità che rappresentano un modello positivo e presentazioni di idee, progetti o iniziative particolarmente innovative vengono messi a disposizione gratuitamente in due o tre lingue, in genere inglese, tedesco e italiano, e distribuiti on line su ceberlin, il canale del Cultural Entrepreneurship Institute su YouTube.

In breve

L’ottima novità è che comportarsi bene paga, perché a lungo termine la moralità e la logica del profitto convergono, perciò tenetelo bene a mente se state per avviare un nuovo progetto o una nuova attività.

A presto!
Clara Mavellia

 

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